Fast and Furious: il parere dei quotidianisti americani
Nonostante abbia ricevuto il grande consenso del pubblico, Fast and Furious – Solo parti originali non ha trovato il consenso unanime dei quotidianisti USA:
Roger Ebert del Chicago Sun-Times gli assegna una stella e mezzo, commentando che: “Il film è esattamente quello che ci si aspetta… Ci sono le macchine che sono veloci e i personaggi che sono infuriati… Si tratta di un film d’azione realizzato da un esperto in cui gli effetti speciali sono ottimi e la recitazione è estremamente basica. Ammiro il talento coinvolto, ma il film mi ha lasciato profondamente indifferente“.
Claudia Puig di USA Today fa notare che il film “rappresenta in pieno il concetto di Hollywood che va in tilt. I cineasti non devono preoccuparsi che i dialoghi siano deboli e che le performance risultino legnose. Si tratta solo di corse a pieno regime, macchine assemblate e stunt incredibili“.
David Hiltbrand del Philadelphia Inquirer fa anche notare come il film non sia cambiato tanto rispetto agli episodi precedenti: “E’ ancora ambientato nel mondo della corse illegali, dove i piloti sembrano rock star“.
Mick Lasalle del San Francisco Chronicle confessa: “Eccomi qui a parlare seriamente di una sceneggiatura scritta probabilmente a matita. Ma questo film è ridicolmente divertente!“.
Allo stesso modo Peter Howell, sottolinea la necessità di spegnere il cervello e godersi la corsa, scrivendo sul Toronto Star: “Nessuno, in fondo, si avvicina a questa franchise aspettandosi uno Shakespeare velocizzato“.
(Fonte: Wenn)
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Quotidianisti, quotidianisti… ma ti sei letto? Ma che vuol dire?
Non vince nemmeno il premio per il neologismo 2009 perché lo hanno anticipato qui: http://www.film.it/tag/qu/quotidianisti/
Forse non è una parola citata sul vocabolario, ma la parola “quotidianista” basta che la metti su Google ti esce su articoli di giornalisti estremamente quotati. Quindi non vedo dove sta il mio errore o la mia ignoranza. Spiegatemela voi?
Non è errore o ignoranza, solo che il termine è desueto, anzi smunto e bismunto, insomma se già c’è un disinteresse per la critica figuriamoci per i “quotidianisti”